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Giorgio Torelli

 

Giorgio Torelli, faziosamente parmigiano, è nato nell’anno Domini 1928 in una casa popolare, dove la regola aurea era il mutuo soccorso col sorriso incorporato. Dopo il liceo classico, s’è parcheggiato per cinque anni nella Facoltà di Medicina, pensando di fare il medico a cavallo sugli altipiani d’Africa, ma in realtà volendo arruolarsi ad ogni costo nel giornalismo militante. Il progetto prese forma nel 1955 quando il Nostro esordì a «La Notte», diretta da Nino Nutrizio. Fu l’inizio di un lungo itinerario del mestiere: cinque settimanali e sette quotidiani, inviato speciale al «Candido» con Guareschi e al «Giornale» con Montanelli fin da prima della fondazione, ventotto libri e continui viaggi di ricognizione a Nord e a Sud dei continenti, per scovare nitide storie capaci di rincuorare i lettori, talmente affezionati alle pagine del Nostro da considerarsi parenti per elezione. Anche gli aeroplani (prodighi catorci di frontiera come esclusivi jet da combattimento) hanno ricambiato l’amore di Giorgio per le ali dispiegate: l’Aeronautica militare gli ha concesso il brevetto honoris causa di «Osservatore dall’aeroplano». Torelli abita a Milano con la moglie (il dottor Carlina, medico scolastico, cinquantasei anni di matrimonio e sessantacinque di amicizia); i figli sono tre. Nella piccola strada dov’è la casa di famiglia, l’Autore di questo libro vede ogni mattina – appena dopo l’alba – illuminarsi le finestre di una operosa comunità di preghiera. Sono pie donne che stanno intonando le Laudi. Torelli si fa rimorchiare da loro verso l’Assoluto, così folto di carissime presenze.

 

 

 

 

 

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